Storia di Andrea Rubera – Gennaio 2017

Storia di Andrea Rubera- Gennaio 2017

 

 

 

 

 
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Etica

L’etica non si misura, non è un documento da applicare, non è una procedura da seguire. E’ dentro di noi. Fa parte della coscienza e di noi stessi. E’ ciò che ci fa esseri viventi capaci di scelte elevate che tengano conto del rispetto degli altri esseri viventi e del futuro dei nostri figli. L’etica è la scelta ragionata del cuore, uso dell’intelligenza contro il male insensato, primitivo. Il seme, il germoglio dell’elevazione è in ogni persona, ma attecchisce solo su terreni fertili. Nelle donne e negli uomini, cioè, degni di essere chiamati così.

 

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Caos

Mi piace la parola CAOS che quando è in buona diventa CASO e quando non sa come si sente diventa COSA.

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Pillole di saggezza

Citazione

Sta a noi far diventare vivi i tempi morti.

Abbiamo questo potere,  sfruttiamolo.

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Pillole del mattino – 27 Marzo 2017

Certe mattine di marzo sono, inconsapevolmente, patrimonio dell’umanità.

Lunedì, 27 marzo 2017

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Pillole del mattino – 26 Marzo 2017

Di domenica ce n’è una sola e arriva dopo 6 giorni perciò godiamocela ovunque siamo.
E se proprio non potessimo nei fatti, ricordiamoci che si può mettere il vestito della festa al nostro cuore e esser felici ugualmente.
Buona Domenica
26 Marzo 2017

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Pillole del mattino – 24 Marzo 2017

Le regole non si possono cambiare quando non ci stanno più bene.

Venerdì 24 Marzo 2017

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Pillole del mattino – Europa, 60 anni dal Trattato di Roma

Tanti auguri a noi EUROPEI, giovani cittadini con tanta strada ancora da percorrere. IN PACE.
Val la pena di ricordarlo urlando perché tra chi resta,chi va,chi paga,chi incassa,chi polemizza, chi meglio prima, dopo o durante. A tutti, ma proprio TUTTI NOI, l’Europa ci ha garantito la PACE. Buon compleanno a noi.

“La federazione europea non si proponeva di colorare in questo o quel modo un potere esistente. Era la sobria proposta di creare un potere democratico europeo.” (Altiero Spinelli).

Sabato 25 Marzo 2017

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Libri: Dove la storia finisce di Alessandro Piperno

Di Piperno ho letto qualsiasi cosa mi sia capitata e sempre, sempre la sua scrittura mi ha  catturato.
Penso che se  fosse americano sarebbe più famoso di Jonathan Safran Foer, qutore considerato a ragione uno dei giovani scrittori mondiali più promettenti. Con Foer, oltre ad una scrittura precisa, esatta, direttamente incuneata nelle emozioni dei protagonisti, Alessandro Piperno condivide le origini ebraiche e quello che, fino ad oggi, è stato un pucontentnto di forza, in questo romanzo si trasforma in una pecca.

Perché il romanzo è perfetto fino a quasi la fine, poi il finale è “fuori contesto” .
Anzi a dir meglio, probabilmente, il finale è una reazione ai fatti di Parigi del novembre 2015 e le radici ebree dell’autore hanno avuto il sopravvento. La paura domina la fine del libro. Ed è un peccato perché la paura non è buona amica degli scrittori, non quella che fa finire in fretta un romanzo che aveva grandi prospettive.
Quindi a parte il finale, mi sento di consigliarlo a coloro che i libri li lasciano a metà o a 3/4 di lettura.

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Libri: La corte di Giovanna I d’Angiò: intrighi e delitti di Giuseppe Scellini

L’8 marzo è la giornata giusta per parlare di questo libro.
Giovanna I d’Angiò fu incoronata regina di Napoli giovanissima, aveva 16 anni. Ebbe una vita molto movimentata misurandola con i canoni culturali della seconda metà del Trecento, ma a dirla tutta anche per quelli odierni e questo è l’aspetto del libro che più meraviglia.scellini

Tra le righe dell’accurata ricerca storica (il libro è un saggio) emerge la caparbietà di Giovanna di voler governare da sola, senza spartire il potere con tutori o mariti.

Del primo marito, impostogli per affinità dinastiche, si liberò in modo cruento. Ancor oggi non si sa se fu lei la mandante dell’omicidio del Duca Andrea avvenuto con un agguato nel castello angioino di Aversa. Anche Papa Clemente VI condannò l’omicidio che, seppur liberava lei da un marito non gradito, condannava il Regno di Napoli ad una grave crisi politica e a diverse scorrerie da parte di Luigi d’Ungheria, fratello del defunto Andrea, che non voleva perdere il regno del fratello e allo stesso tempo intendeva vendicarne la morte. Seguirono fughe all’estero della Regina e poi ritorni nel Regno con tanto di nuovo marito, cugino suo stavolta, scelto dopo averne scartato un altro.
Intanto il Regno di Napoli andava a fuoco, diviso tra due eserciti. Il Papa dovette intervenire e con un processo ad Avignone certificò definitivamente che la Regina non era responsabile dell’uccisione del primo marito. Luigi d’Ungheria accettò la sentenza e si ritirò. Seguì poi un decennio di calma, nel quale Giovanna poté regnare e cercò con l’aiuto di un fidato siniscalco di far prosperare il suo regno, ma la pace non è figlia del Trecento.
Seguirono follie (del marito), vedovanze, figli e ancora un paio di mariti. Non mancarono feste a amanti. E in tutto questo Giovanna, da sola, riuscì a trovare una via per restare caparbiamente seduta sul trono che per nascita e per diritto le spettava.

La regina Giovanna fu una delle prime donne europee a regnare per proprio diritto e per ringrazio Giuseppe Scellini per aver voluto rappresentare e far conoscere oggi una donna che, in un’epoca che non risparmiava violenze e soprusi, ha saputo reggersi al trono o in piedi con le sue sole gambe.
Consiglio la lettura a quelle donne che si fermano davanti ad ostacoli che sembrano
insormontabili, questo libro permetterà di ridimensionare la montagna che si deve scalare. La Regina Giovanna è volata sulla Luna in un’epoca nella quale si andava solo a piedi.

Al link, trovate il libro:  www.alettieditore.it/saggistica/2016/scellini.html

 

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