Intrecci di vita – Storia di Jorida Dervishi – Marzo 2020

Jorida è una donna straordinaria e piena di energia. La sua storia conquista. E’ arrivata a Milano dall’Albania e ha dovuto imparare molte cose, oltre alla lingua. Così ha capito che poteva aiutare altri stranieri. Sopratutto le donne, perchè sono proprio le donne che trainano l’integrazione.

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Libro: Il giorno mangia la notte di Silvia Bottani

Il giorno mangia la notte

Ho letto questo libro a Marzo, in piena ondata di panico da pandemia. Tanto di notte ero sveglia, mi sono detta, impiego bene il tempo a leggere. Così ho notato la copertina di questo libro: una boxeur con i guantoni, la treccia e lo sguardo, duro, di sbieco, diretto verso un bersaglio.
Ho iniziato il libro e ho impiegato tempo per entrare nella storia, avevo la sensazione che i personaggi faticassero a emergere. Questo la prima notte.
La seconda notte è venuto fuori la descrizione di un personaggio, il classico ex milanese splendido  in penuria di soldi e affano di vita, che mi ha intrigato. Poi è arrivata la donna emigrata che a Milano è venuta per dare un futuro ai figli. E poi sono arrivati loro, i protagonisti. Entrambi poco indulgenti verso i lettori, vi avviso. Non si fanno amare subito, Naima e Giorgio. Ci vuole tempo per conoscerli e tempo per capire le asperità di entrambi. Però quando arriva quel vortice che li prende e li porta via, nonostante loro, il libro non vi lascerà più.
La terza notte l’ho trascorsa attaccata alle pagnie perchè dovevo sapere come andava a finire.
Una scrittura secca ha accompagnato bene i personaggi e mi è piaciuta molto. La Milano che fa da sfondo è feroce sia negli ambienti alto borghesi che in quelli meno abbienti ed è esattamente la direzione che, se non ci sarà un cambio culturale forte nel nostro paese, la città prenderà.
Ho solo qualche rammarico, ho avuto la sensazione che qualche personaggio andasse indagato di più. Ci sono come dei fili che restano in sospeso: il rapporto di Naima con il ragazzino down, il passaggio di Naima dall’amare una donna e un uomo senza nemmeno un cenno di approfondimento … Non vado avanti perchè non voglio dire troppo.
Il libro va letto non raccontato. E vi dico che ne vale la pena.

L’amore doma qualsiasi spirito selvaggio e lo rende migliore.

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Il mondo nuovo sarà costruito da giovani – Erika Lauro

Erika Lauro – Senior Product e Strategic Designer di Zalando – Berlino – Europa

Il mondo nuovo sarà costruito dai giovani donne e da giovani uomini.
In Italia, anche in fase post-lockdown, le scelte messe in campo per affrontare il futuro sono state prese da uomini e nell’interessi di uomini.
Le donne, i bambini e i giovani sono stati esclusi dalle scelte per il futuro del Paese e neppure fanno parte delle varie enclave di esperti creati per trovare soluzioni.
La scuole chiuse a tempo indeterminato (peso che cade sulle donne e sul lavoro femminile) e nessun intervento per bambini, ragazzi e giovani ne sono la prova certa.

Eppure il futuro dell’Italia e dell’Europa è nella mani di giovani donne e dei giovani uomini che con l’intraprendenza che caratterizza la loro età sanno guardare avanti e hanno una visione di futuro.
Ne è un esempio Erika Lauro. Un’eccellenza italiana volata a Berlino (Germania) per realizzare un sogno e creare il futuro, suo e nostro.

Oggi si occupa, tra l’altro, di DESIGN STRATEGICO in Zalando che tutti conosciamo perchè è una delle aziende online più importanti nel panorama dell’e.commerce.

E’ una pioniera del suo lavoro. Il Design strategico permette di “lavorare su visioni di sistema, che, a loro volta, hanno la possibilità di generare soluzioni inedite di innovazione” ( a questo link la sua intervista integrale di Excellence Magazine ch invito a leggere).

Inoltre, come tutti i giovani (e su questo quanto abbiamo da imparare noi adulti!) ha attitudini al green, alla sostenibilità ambientale, all’ecologia ambientale e sociale.

Una forza, una determinazione che mi auguro possa spendere anche nel nostro paese. Un paese che oggi sento obsoleto nei suoi snodi decisionali e che ha urgente bisogno di svecchiarsi. Ha bisogno urgente di delegare decisioni a giovani che sappiano assumersi rischi e avere una prospettiva di futuro.

Accolgo, quindi, come un segno di incoraggiamento e di speranza la risposta di Erika Lauro sulla fase di grande complessità che stiamo vivendo e che vi riporto per invitare tutti ad una riflessione sul presente:
D: Il mondo così com’è rischia di scomparire?
R: Scomparirà del tutto il vecchio, soltanto se non saprà aggiornarsi. Il fondamento del nuovo sarà la sostenibilità, come quello delle energie pulite che stanno sostituendo progressivamente le inquinanti.

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Libro: Pensare luce di Gheula Canarutto Nemni

PENSARE LUCE – Come la Kabbalà può aiutarci a uscire più forti dal Coronavirus

La professoressa Gheula Canarutto Nemni, che amerete dopo questa lettura, è una donna milanese, con sette figli, ebrea osservante e un impressionante curriculum scolastico e professionale. Oggi scrittrice a tempo pieno.

Nel momento più acuto della pandemia da covid che ha colpito il mondo intero, in quel marzo 2020 che non dimenticheremo più, ha scritto un libro che è necessario leggere.
Il libro è una chiave per comprendere la profonda crisi  che ha colpito ogni singola persona e anche la società complessiva nella quale viviamo. Un po’ come se avessimo perso contemporaneamente i punti di riferimento, sia personali che pubblici.
Un volta che tutto questo è accaduto, peraltro senza nessun avvisaglia, senza che potessimo in alcun modo porvi rimedio, la nostra vita quotidiana si è scissa. Di qua il distanziamento e l’isolamento, di là … un confine, un muro dal quale ci si sporge, si guarda indietro e si dice: se solo avessi saputo quanto ero felice (cit. Pensare luce).

La Kabbalà, che è l’insieme degli insegnamenti esoterici dell’ebraismo, dice che le discese ci vengono offerte dalla vita per poter risalire e infine spiccare il volo, e volare più in alto. 

Allora guardiamoci intorno e diventiamo noi, ciascuno di noi, portatore di positività.
Se una singola persona è riuscita a trasmettere il virus attraverso una stretta di mano, uno starnuto, un colpo di tosse perchè, allo stesso modo non diffondiamo intorno a noi sorrisi, parole confortanti, sguardi comprensivi. Quanto una sola azione positiva può essere incoraggiante e diventare una valanga di positività che si riversa, incosapevolmente da noi, verso gli altri aumentando a dismisura ad ogni passaggio?

Oltre a questo contagio positivo, reale e pieno di vita che possiamo scatenare in qualsiasi momento, complice solo un po’ di empatia e simpatia per sè e per gli altri,  abbiamo un dovere importante ed è la prima lezione che dovremmo imparare dalla pandemia  … non aspettare che sia la vita a fermarti per farti capire quali sono le tue vere priorità.

Buona lettura a tutti.

P.S. Il ricavato delle vendite di questo eBook sarà interamente devoluto all’Ospedale San Raffaele di Milano e a famiglie bisognose per l’emergenza Covid-19

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Libro: Il sale della Terra di Jeanine Cummins

Bellissimo!

Non c’è molto da aggiungere, va letto e basta!

Questo libro mi ha diviso l’anima in due, una parte di me ha corso nel deserto,ha viaggiato sulla Bestia, ha avuto paura anche quando dormivo nel mio letto.

Mi ha straziato e il finale non mi ha conciliato. Troppa sofferenza, troppo dolore. Queste sensazioni, fino ad oggi, le ho provate leggendo solo libri sulla Shoah.

Sul Messico delle bande di narcotraffico non mi ero mai soffermata troppo ,con questo libro ci sono caduta dentro ed è terrificante. TERRIFICANTE. La mancanza dello Stato è spaventosa, essere in ballo della sorte è una carta che si gioca ogni giorno. E si perde, spesso.

Sulla polemica montata negli USA non mi soffermo perché non l’approvo. Nessuno ha  una patente speciale per descrivere uno stato di cose, un dolore straziante,o solo perché è nativo di un posto dove i fatti si sono verificati o perché quel dolore l’ha provato. Scrittori latinoamericani si sono ribellati contro la scrittrice statunitense accusandola di avre  banalizzato la realtà messicana infarcendo il libro di luoghi comuni e stereotipi e di non poter davvero parlare di quella realtà perché non è nata in Messico. Io ho letto il libro e vi posso dire che sono accuse inconsistenti. Se poi si vuol fare polemica sul fatto che gli scrittori latinoamericani sono poco considerati dall’editoria, allora mi accodo, ma questo  è un altro argomento.

Il LIBRO è potentissimo e nessuna polemica potrà stroncarlo.

Unica nota negativa è per la traduzione del titolo che è incomprensibile rispetto all’originale ( American dirt ) e che non ha niente a che fare con il libro.

Leggetelo,leggetelo, leggetelo.

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Il sacrificabile è sempre femmina

Tranquille e silenziose, quando c’è da sacrificare qualcosa le donne ci sono sempre. E anche stavolta non facciamo eccezione. E non c’è nemmeno tempo per lamentarsi perchè noi, le donne, abbiamo sempre troppo da fare. Possiamo essere anche gli Amministratori Delegati (ruolo declinato al maschile ovviamente) di una multinazionale, state tranquille se c’è da preparare pranzo e cena a noi tocca, se c’è da seguire pargoli vari a noi tocca, se c’è da pulire casa, chiamare parenti vicini e lontani, assistere genitori anziani, comprendere e contenere i vari disagi familiari a tutti i livelli … a noi tocca. Ed essere modeste, fare finta di non accorgersi che siamo indispensabili.

E tocca pure lavorare, ovviamente. Ed essere molto, ma molto meglio dei nostri colleghi uomini e guadagnare meno. In Italia siamo fortunate perchè guadagniamo solo il 25% meno, solo un quarto; in altri paesi è peggio.

Ma tranquille non possiamo lamentarci perchè tutto sommato quasi tutte abbiamo mariti, compagni, affetti stabili e/o congiunti che oggi una mano ce la danno. Certo e ce lo dicono anche che ci aiutano e noi ringraziamo pure, perchè ci fanno tante cortesie personali dandoci sollievo quando vogliono o quando possono, cioè fanno qualcosa in più di quello che devono perchè, tranquille il tutto tocca a noi. E se reagiamo male, siamo isteriche e spaventate, mica stanche.
Il carico mentale che pesa sulle donne, su tutte non ci facciamo illusioni, è pazzescamente pesante e ci delega immediatamente in seconda posizione, qualsiasi sia il nostro ruolo sociale, pubblico, lavorativo, privato. Chi è in seconda linea, è sacrificabile e le donne lo sono sempre.
Sul carico mentale vi invito a leggere il bellissimo fumetto “Bastava che chiedessi!” della francese Emma. Vi si aprirà il mondo che viviamo tutti i giorni e del quale non abbiamo neanche coscienza in quanto vi siamo immerse. Usiamo il fumetto come uno specchio per vederci. Magari saremo meno tranquille.

Oggi siamo sacrificabili sul lavoro, perchè possono tornare a lavorare la metà degli occupati, per spazi sui mezzi pubblici e negli uffici. Ed ecco qua, perfetto. Le donne sono quelle che rientreranno meno. Ovviamente, il lavoro delle donne si può sacrificare, Noi siamo seconde. I primi, gli uomini, rientrano poi se ci sarà posto ci saremo anche noi. A casa ci sono figli senza scuole, chi li potrebbe tenere d’altronde. In ufficio c’è un solo posto da occupare, meglio far andare lui che se rimanesse a casa poi andrebbe in crisi davvero, invece le donne a casa qualcosa da fare lo trovano sempre.
Non vado avanti perchè tanto i discorsi sono sempre gli stessi. Le seconde si sacrificano. Punto e basta.
Da una crisi gestita completamente al maschile, così aspettarsi d’altronde.
Ministri, epidemiologi, biologi, esperti vari … pure i complottiisti sono tutti uomini. Ma questa è l’unica cosa positiva, perchè alla donne le stronzate in genere pacciono meno. Le donne sono persone che le cose le fanno. Prima o poi, qualcuno se ne accorgerà e forse saremo sacrificate meno.
Fino allora andiamo avanti, ma se possiamo non tranquille. Alziamo la voce, facciomoci sentire e prendiamoci quello che ci tocca quando non ce lo danno. Sentirsi persone ed essere trattate come tali, non ci impedirà di voler meno bene a chi ci sta vicino, nè di essere meno presenti. E’ necessario esserne consapevoli noi per prime. Le donne non saranno sacrificabili all’infinito, se ci facciamo sentire.

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Febbre -Storia di Jonathan Bazzi – Marzo 2020

La storia di Jonathan raccolta nel libro Febbre è un racconto che va oltre il memoire e diventa letteratura. Quella aurea, quella che racconta la periferia, sia come luogo geografico, sia come ambiente delle spirito.
Lontano dal centro, si svolge la storia narrata in Febbre e, per ciascuno lettore, di oggi e di domani, ci sarà un posto dove si è passati dove si è rimasti incagliati. In Febbre c’è la voce di chi non sa o non può parlare. Ci siamo tutti noi.

Febbre è candidato al Premio Strega 2020 – e’ tra i dodici libri in lizza per il premio. Ed io faccio il tifo spudorato per Jonathan.

A questo link, potete trovare anche il PODCAST dell’articolo:

http://www.confidenze.com/podcast/febbre/

 

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Libri: Tre donne di Lisa Taddeo

Allora, da dove iniziare?

Difficilmente stronco un libro, semplicemente perché quando non mi piace lo abbandono. Non parlarne per me è sufficiente, in quanto di fondo mi accompagna il dubbio che possa essere io a non aver compreso e, non ultimo, c’è il rispetto verso chi prende in mano una penna o un mouse e compie uno sforzo immane per riempire una pagina bianca.

In questo caso, derogo a me stessa e STRONCO senza timore questo libro.

La quarta di copertina dice che si parla di desiderio erotico femminile. Un argomento effettivamente poco indagato  e questo mi ha incuriosito.
Quello che ho trovato è un libro che stimola  pruderie, il desiderio erotico femminile guardato attraverso il buco della serratura. Raccontato attraverso la storia di tre donne che hanno avuto problemi con la giustizia (già questo la dice lunga!) e con i loro uomini. Un desiderio sempre deviato. Quello di una ragazzina per il prof adulto che se ne approfitta, una ragazza che viene abusata da 3 ragazzi e si sposa con il primo venuto dal quale non è amata, per questo ritrova il suo primo fidanzatino del quale diventa l’amante, e dulcis in fundo una donna che ha relazioni con altri uomini mentre il marito osserva.

Questo modo di affrontare, anzi di pretendere di affrontare il desiderio femminile mi disgusta. E’ osceno pensare che le donne siano questo o solo questo. Un desiderio deviato spesso dalla società nella quale si vive, dalla quale queste donne non sanno uscire. Un’immaginazione che passa attraverso solo e sempre gli occhi degli uomini, tutti orchi in questo libro.

La lettura fino a metà libro è stata difficile, poi ho deciso di lasciar perdere e l’ho abbandonato per sempre.

Un libro noioso quanto un film pornografico che ripete per un tempo mostruosamente prolungato gli atti meccanici d’amore, spogliandoli così di qualsiasi interesse e di magia.

NON LEGGETELO … e se l’avete già comprato, buttatelo. Il desiderio femminile merita molto, ma molto di più.

 

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Libro: Le nuove Eroidi di aa.vv.

CaptureQuanto può essere diversa la prospettiva dei fatti vista attraverso gli occhi di un donna?

La risposta a questa domanda è in questo libro.
Ovidio, circa 20 secoli fa, scrisse un’opera che conteneva delle epistole scritte in versi che ripercorrevano le grandi eroine delle tragedie greche. Le vicende mitiche sono archetipe e ancora oggi sono di grande impatto per comprendere le oscurità del’animo umano, di quello femminile in particolare.

Il libro ripropone in chiave moderna le storie delle Eroidi attraverso le voci di 8 autrici italiane nate negli anni Settanta e che rappresentano il meglio della scrittura italiana al femminile.

Consiglio la lettura di tutti i racconti, ma ho amato particolarmente queste:

  •  Antonella Lattanzi ci fa assistere al processo in cui è coinvolta Fedra,
  • Teresa Ciabatti fa rivivere una nuova Medea in Maremma,
  • Michela Murgia, infine, dà voce a Elena, perché “quando bellezza e guerra diventano sinonimi, non c’è più differenza tra ammirare e prendere di mira”.

 

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Libro: Difetti di famiglia di Jole Zanetti

Il freddo trasmesso da queste pagine penetra nella pelle.

Ho letto il libro in un solo giorno, complice la serrata emergenziale che ci tiene in casa ma anche la scrittura feroce e precisa della Zanetti.
Ho letto diverse recensioni e tutte mi hanno colpito perchè accentuano la parte incentrata sulla vita di una donna che si trova invischiata in un matrimonio ostile che non le permette nessuna espressione personale.
Eppure per me il libro è molto di più di una crisi personale. Il libro tratteggia come delle azioni si riverberano sulla vita di tante persone e certi egoismi hanno eco pazzesco, in particolare sulle persone più deboli.
La famiglia, anzi le famiglie, perchè sono più d’una le storie che si intrecciano, sono tutte disfunzionali, tutte attraversate da dolori, incomprensioni e miserie. C’è tanto e tutto molto crudo, diretto, cesellato.

Bellissimo, doloroso e vendicativo, da leggere.

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