Libro: Fino a qui tutto bene di Sabrina Paravicini

Questa è la storia di un uomo che cade da un palazzo di cinquanta piani. Mano a mano che cadendo passa da un piano all’altro, il tizio, per farsi coraggio, si ripete: «Fino a qui tutto bene». Il problema non è la caduta, ma l’atterraggio. (LA HAINE*)

Il libro di Sabrina Paravicini é un pugno alla stomaco e può essere condensato nella frase iniziale che accomapgna il film “L’odio”.

Quello che accade a Sabrina, accade ad 1 donna su 9 e il tumore al seno è la forma di cancro più diffusa nella popolazione femminile.

Eppure, nonostante questo, se ne parla ancora troppo poco.

Una mattina di febbraio 2019 arriva per lei la diagnosi: carcinoma maligno e la vita cambia.

Da qui inizia la “caduta” e ad ogni piano Sabrina ci porta con sè, ma non è come potrebbe sembrare a prima vista un diario delle cure o dei sintomi. A mano a mano che si va avanti nella lettura e si percorre con lei la strada, la parabola della caduta cambia direzione e di trasforma in un volo. Una ricerca dentro sè stessi, prima che dentro la malattia.
Scritto con grande maestria, con un linguaggio diretto e duro, Sabrina riesce a trovare la bellezza dei miracoli quotidiani e ce li offre.
Sta a noi, raccoglierli ogni giorno e avere coscienza  e consapevolezza della preziosità e dell’unicità della vita.

Leggete il lbro di Sabrina, proprio adesso, in questo periodo, e troverete una pace interiore di cui c’è grande bisogno.

Sabrina Paravicini

 

*La Haine (L‘odio ) è un film del 1995 scritto e diretto da Mathieu Kassovitz, vincitore del Premio per la miglior regia al Festival di Cannes

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Felice tra i motori – Storia di Alessandra Lucaroni – Confidenze nr. 39 – Settembreo 2020

La storia di Alessandra Lucaroni e della sua Officina delle Donne, perchè niente può fermare una donna che ha una passione. Evviva le camioniste, le meccaniche, le magazziniere  …

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Nelle viti c’è la vita – Storia di Nicola Numeroso – Confidenze nr. 37 Settembre 2020

La mia famiglia coltiva vigne da cinque generazioni: potevo emigrare al Nord, ho deciso di restare perchè mi sentivo avvinto a queste terre e ai loro frutti. L’ho promesso a mio papà che oggi non c’è più, ma che avverto ancora vicino a me .

Ecco la bellissima storia d’amore e di terra di Nicola:

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La teiera della felicità – Confidenze nr. 35 Agosto 2020

Può un oggetto far riemergere ricordi e certezze? La casualità esiste oppure il destino talvolta trama per noi?

La storia di Giulia ci mostra che non tutto è programmabile …

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Non è mai troppo tardi in amore – Storia di Costanza – Confidenze nr. 31

Confidenze nr. 31 del 21 Luglio 2020.

Un invisibile filo rosso ha tenuto legati me e Ruggero a una promessa mai dimenticata: è stata la vena di follia che affliggeva mio fratello Michele a unirci? Forse, Ma adesso è tempo di riprendere in mano la nostra felicità

Per ascoltare il bellissimo podcast interpretato da Rachele Catanese clicca qua:

Non è tardi mai in amore

BUONA LETTURA e BUON ASCOLTO

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Azzorre – Di te qualcosa che parli – Storia di Cecilia Giampaoli – Luglio 2020

L’8 febbraio del 1989 un aereo partito da Bergamo, con 144 persone a bordo, si schianta su una montagna delle isole Azzorre. Una bambina di sei anni perde il padre nel disastro. Venticinque anni dopo la stessa bambina decide di partire per l’arcipelago portoghese. Azzorre è il  viaggio di quella bambina ormai donna. Il bellissimo libro AZZORRE edito da NEO EDIZIONI è da leggere.

Qui il raconto dalla voce diretta di Cecilia su Confidenze nr. 30 del 14 Luglio.

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Origami di serenità – Storia di Elisa Brunetto – Giugno 2020

Per chi volesse cimentarsi nella “costruzione” di un origami, il video di Elisa vi guiderà passo passo. Cliccate su : ORIGAMI DI FELICITA’

Secondo una tradizione giapponese, fare mille gru di carta porterebbe fortuna … a questo punto, non resta che iniziare.

Buon Origami a tutti

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Io & lei sulla strada – Storia di Federico Marangoni – Aprile 2020

Io & lei può definirsi una storia d’amore sui generis. La lei di questa storia è “graziella”, sì quella bicicletta snodabile degli ’70 e ’80 che ha segnato qeull’epoca. Un giorno Federico decide di iniziare un viaggio con lei, la graziella e un po’ per scherzo, un po’ per scomessa parte.

L’itineraio migliore è percorrere in due tappe la “Via Francigena” e così parte. Il resto della storia la potete leggere qui:

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Libro: NOI (Bompiani) di Paolo Di Stefano

NOI copertina
NOI
è il nuovo romanzo di Paolo Di Stefano edito da Bompiani e approdato in libreria a maggio.

 

Paolo Di Stefano scrive in maniera straordinaria e con raro spessore nel perfetto utilizzo della lingua italiana. Solo per questo già val la pena leggerlo. Ma in NOI c’è molto di più di un libro ben scritto. NOI è la storia della famiglia dell’autore e attraversa tre generazioni di uomini. Forse potremmo partire da questo, una storia di famiglia quasi tutta declinata al maschile. Una scelta che mi ha incuriosito molto, non ricorrente nella narrativa corrente, percorsa più spesso da storie di famiglie al femminile. Partiamo dal nonno Giovanni, un uomo figlio del suo tempo, di quegli anni duri e difficili che hanno caratterizzato il dopoguerra in Sicilia e in tutta Italia.

  • Citazione: In paese lo chiamavano don Giovanni il femminaro, e ancora adesso, se chiedete di lui in zona Stazione, gli anziani e non soltanto gli anziani lo ricordano come il femminaro, mussiando e cioè impostando un sorrisetto malizioso al solo pensiero delle sue imprese madornali e scandalose.

Il nonno è il patriarca al quale tutto è dovuto, feroce difensore di una sicilianità arcaica e sensuale che non si ferma neanche davanti all’età avanzata.

Sempre per rimanere sulle figure maschili, l’altra centrale del libro è quella di Vannuzzo, figlio di Giovanni. Persona dal carattere contrastante e irrisolto. Conosciamo Vannuzzo ragazzo alla ricerca di una sua strada e Vannuzzo padre rigoroso, moralista e dal carattere iracondo.

  • Citazione: Quando sentiva parlare di valori, di rispetto e di morale, nostro padre era a casa sua, non certo in quella di via Torino 1, ma nella casa interiore del suo risentimento contro un padre debosciato: sin da giovane era entrato nel tunnel del senso del rigore, del dovere e della correttezza inflessibile nutrito come ribellione all’autorità paterna …

Mi sono fermata a riflettere su Vannuzzo, sui suoi scatti d’ira, spesso immotivati o perlomeno incomprensibili, e con molta sofferenza confesso che ho rivisto in lui mio nonno paterno. Personaggio difficile da approcciare, spesso in famiglia cattivo e insensato negli scoppi d’ira, così come all’esterno gioviale e addirittura simpatico con gli estranei. Un controsenso se visto con gli occhi di oggi, eppure così è stato. E come lui, come Vannuzzo, tanti di noi ritroveranno padri, zii, nonni che appena un paio di generazioni fa erano “uomini tutti di un pezzo”, talmente rigidi che spesso dimentichi di sé stessi e di quella briciola d’amore che, molte volte, appiana tante spigolosità. Per fortuna poi si invecchia e con la vecchiaia spesso arriva l’indulgenza.

Protagonista del libro è anche e soprattutto la Sicilia. Una Sicilia inondata di luce ma anche piena di ombre, nobile e rurale allo stesso tempo, come quella che ritroviamo descritta nella grande letteratura italiana.

Ed infine il libro focalizza anche le emigrazioni dalle regioni del Sud Italia verso Milano e verso la Svizzera degli anni ‘50 e ’60. I viaggi di Vannuzzo diventano racconto collettivo per tutti gli italiani che in quegli anni percorsero la nostra penisola verso i vari nord. Oggi è un tema ancora attuale in Italia anche se al contrario, siamo diventati il paese meta di migrazione da altri paesi, in particolare da quelli africani.

L’ultima parte del libro e quella più intimista e commovente. La storia della famiglia si trasforma ed entriamo nelle mura di casa. La voce di Claudio, il fratello bambino dell’autore morto prematuramente di leucemia, diventa più forte e anche noi lettori la possiamo sentire il suo soffiarci sul collo. Questo dialogo con lui che dura tutta una vita è stato forse il modo dell’autore per non abbandonare questo bambino morto così presto.

Si sente il dolore di Paolo bambino, il terrore per la morte del fratellino, le colpe inesistenti che si è attribuito. Avrei voluto chiedere come si può superare un dolore così grande? Poi mi sono fermata perché ho trovato la risposta in una delle ultime immagini del libro.

  • Citazione: Non appena comincia a scendere il sole, con la luce ancora piena e però già radente, indosso le scarpe da ginnastica: “Andiamo.” E mi allontano con Maria. “Ecco, vedi, questo vuol dire essere felici senza saperlo.” “Ma noi siamo felici e lo sappiamo, ”dice.“ Lo sapremo meglio tra qualche mese che oggi eravamo felici.”

Leggete NOI di Paolo Di Stefano perché ne vale la pena.

Per chi ha voglia, qui il nostro incontro in diretta con Paolo:

https://www.youtube.com/watch?v=hjw_OYBbZlg

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24 Giugno 2020 – Incontro con Paolo Di Stefano per parlare di NOI (Bompiani)

 

 

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