Sonno vuoto

Un sonno privo di sogni
vuoto di riposo, spento
occhi chiusi per non aver memoria.
Un sonno utile per unire ore di attesa.

{lang: 'it'}

Vestiario di Wisława Szymborska

Vestiario

Ti togli, ci togliamo, vi togliete cappotti, giacche, gilè, camicette di lana, di cotone, di terital, gonne, calzoni, calze, biancheria, posando, appendendo, gettando su schienali di sedie, ante di paraventi; per adesso, dice il medico, nulla di serio, si rivesta, riposi, faccia un viaggio, prenda nel caso, dopo pranzo, la sera, torni fra tre mesi, sei, un anno, vedi, e tu pensavi, e noi temevamo, e voi supponevate, e lui sospettava; è già ora di allacciare con mani ancora tremanti stringhe, automatici, cerniere, fibbie, cinture, bottoni, cravatte, colletti e da maniche, borsette, tasche, tirar fuori – sgualcita, a pois, a righe, a fiori, a scacchi – la sciarpa riutilizzabile per protratta scadenza.wis

 

{lang: 'it'}

Era il tempo in cui tu c’eri.

 

Era tutto un tornare indietro
quando appariva possibile anche il sogno più ambizioso.
Era anche andare avanti
e superare le difficoltà semplicemente dimenticandosene.
Era magico e semplice
ed era pieno.
Era il tempo in cui tu c’eri.

{lang: 'it'}

Stanca di te

 

Lo so, lo so. Ti sento che stai brigando.

E ti vedo e tu lo sai, ma non ti importa.

Non ti interessa che io sappia,  vai per la tua strada.

E ci provi, ci riprovi, insisti senza incalzare. Tu sai come fare, anche questo so.

E ci riuscirai. E io qui a guardare.

Certo potrei distogliere lo sguardo e fissare altro

 

{lang: 'it'}

Quelle notti

 

Le amo quelle notti.
Quelle notti senza sonno e senza stanchezza
quelle notti dove stare svegli sembra normale
quelle notti che riportano a galla i segreti.

Le amo quelle notti.
Quelle notti senza spiegazioni
quelle notti dove con gli occhi socchiusi senti gli odori
quelle notti che ti annullano il tempo e la distanza.

Le amo quelle notti.
In quelle notti tu sei sempre con me.

{lang: 'it'}

Presto fu tardi nella mia vita

 

E come d’inverno
quando il buio arriva presto
nel pomeriggio
e la giornata è ancora lunga da finire.
Ma fuori è già notte.
Allora bisogna viverla senza luce
o accontentarsi di bagliori artificiali.
E il rimorso per quelle giornate inondate di sole,
calde e lucenti,
che taluni volte sembrano non voler finire mai,
mi prende e mi abbatte.
Aveva ragione Marguerite,
presto si è fatto tardi;
davvero troppo presto per me
senza di te.

{lang: 'it'}

L’isola

Qualsiasi cosa sia,
qualsiasi cosa accada,
qualsiasi cosa arrivi
tu ci sei!

Sei lì, nell’isola.
In quel mare, a difesa
dove ti ho nascosto da tutti.
Sei lì per me.

La meraviglia che mi assale
ogni qualvolta ti ritrovo lì,
reale e tangibile, é profonda
più della barriera che ti protegge.

I confini del mio cuore.

{lang: 'it'}

L’attesa

 

I minuti cadono sulle spalle.

Sordi e pieni,

si accumulano.

Gli attimi appiattiscono la testa.

Ritmici e ossessionanti

si addensano.

Il peso è indecente.

{lang: 'it'}

Le giornate senza memoria

 

Quando la memoria va
si apre su un panorama
si ferma su un odore
si esalta su un’emozione.

Mai scoverà
il nulla delle giornate normali
una sull’altra avvinghiate
indistingubili una dall’altra.

E più si ammonticchiano
più si somigliano.
E più diventano
più se ne perdono.

I ricordi, il tempo vanno
lasciando solamente
una grande spossatezza di membra
ed un’insensata voglia di piangere.

{lang: 'it'}

Asincrono

Avevo una notizia importante,
un dolore pesante,
una sensazione ingombrante,
una voglia pressante.
Qualsiasi cosa, era per te
e diventava senso e realtà,
trasformava il mondo
in semplice e leggero.
Tutto era, prima, per te
E adesso?
Ho ancora tante cose da dire
ma non ti trovo.
Il tempo non coincide
i nostri passi sfalsati
uno avanti e l’altro indietro
l’altro indietro e uno avanti.
E vorrei ritornare
e vorrei rivedere
e vorrei riscoprire
e vorrei ridere.
Ho un mare di cose da dividere
vorrei il tempo della sincronia.

{lang: 'it'}