Libri: La canzone di Achille di Madeleine Miller

Ci sono amori che vanno oltre la vita, oltre la gloria, oltre gli egoismi oltre qualsiasi ostacolo umano o divino.

Ecco solo così, con questa premessa, si può affrontare e amare il primo ibro della Miller: La Canzone di Achille.

La storia è raccontata da Patroclo che nell’Iliade è un personaggio secondario e, in questo libro, diventa la voce narrante di un amore assoluto, quello tra lui e Achille. Meravigliosamente raccontata, l’infanzia tra i due si incrocia a Ftia, città natale del principe Achille, e sin da subito l’amicizia che li lega è qualcosa che va oltre il semplice sentimento tra due ragazzi.
Arriverà con l’adolescenza anche l’amore fisico, ma il punto centrale è l’assoluta passione che condivideranno per tutta la vita, almeno fino a quando gli dei permetteranno loro di vivere.
Ispirato ai due personaggi dell’Iliade, la seconda parte si focalizza su Troia e la guerra fa da sfondo alle loro vite. Eppure c’è qualcosa di più della tragedia che li attende.

La devozione di Patroclo si trasforma in eroismo pur di non far perdere ad Achille onore e gloria.
Achille, semidio, forse da per scontata la presenza di Patroclo e, a un certo punto, vinto dall’orgoglio smette di ascoltare le suppliche del compagno che lo invita a continuare a combattere per evitare altre morti innocenti. Achille non sa o non vuole comprendere e Patroclo combatterà per lui.
La potenza dell’amore è tutta lì. Quando si ama, si va oltre sè stessi.

Questa meravigliosa storia d’amore mi ha commosso profondamente, anche per la raffinatezza con la quale è raccontata. E’ avvolgente e calda e allo stesso tempo rude e senza pietà. Per chi ama le emozioni forti e intellettuali ecco il libro che fa per voi. Per chi invece ama i classici senza nessuna possibilità di interpretazione moderna, allora lasciate stare la Miller.

Buona lettura

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Libri: Vivienne Westwood di Ian Kelly

Buon Compleaano Vivienne Westwood – 80 anni di ribellione

Essere punk significa essere contro (tra le altre cose) e Vivienne Westwood incarna questo modo di essere. Anzi, di più. Nella moda è stata lei che ha creato e reso celebre il punk. Le gonne e le camicie destrutturate, le magliette con messaggi, lo stile corsaro, le crinoline, tutto ciò che è contro è partito da lei.

Anticonformista quando non era di moda, lei si è ribellata a tutto: un destino di maestra inteso come unico lavoro adatto ad una neomamma, ad un marito traditore e vampiro, alla maternità che ti assorbe ogni fibra, alle convenzioni sociali tutte. Innamorata poi di un ragazzino, suo alunno, quando avere vent’anni più del proprio compagno era un vero scandalo. E infine, raggiunta la stabilità economica lascia tutto al suo compagno e erede artistico e si vota alla causa ambientalista. Sempre prima di tutti gli altri.

Leggere la sua biografia è un atto dovuto per chiunque ami leggere il futuro attraverso le persone. Lei, Vivienne, la donna che ha camminato sempre venti anni davanti agli altri. Buon compleanno

Vivienne Westwood -

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Libri: Un pettirosso per gioco di Grazia Previato

Lo stupore di un bambino e la forza dell’amore sono i due ingredienti speciali di questo libro

Un libro che stupisce per la capacità dell’autrice di navigare nelle emozioni di un bambino e di dar loro voce originaria. Consigliatissimo a chi ama lasciarsi stupire e da tutti coloro che sanno ascoltare la parte bambina che è in ognuno di noi.

VIc è uno scricciolo dai capelli rossi che ha un dono naturale per il disegno. La sua mamma, a sua volta fumettista, lo educa con amore e lo sprona a dar voce alla sua creatività, organizzando un viaggio con lui che lo porterà a conoscere il maestro che ispira entrambi. Purtroppo il viaggio si risolve in tragedia e il piccolo Vic deve risalire da solo la china verso la salvezza.
Il viaggio di Vic non  quello che aveva immaginato la sua mamma, ma è un viaggio che lo aiuterà a crescere e a trovare la sua strada e noi lettori percorreremo con lui ogni passo. Vic mi è rimasto nel cuore …

Bravissima Grazia Previato perchè “scrivere con la voce di un bambino” ed è una prova difficile ma che ha superato benissimo.

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Libro: La casa di Teresa di Melissa Turchi

La casa di Teresa è un libro da leggere per tanti motivi …

Gloria è la protagonista ed è una donna alle prese con la maternità mancata e un implacabile orologio biologico. Nella prima parte del libro,  il centro del suo mondo, il matrimonio con Marco, sarà spazzato via e con esso naufragherà anche la possibilità di essere madre.

La rottura col suo uomo le da la consapevolezza di dover cambiare. La forza le arriva da un’amica ritrovata inaspettatamente nella casa di Teresa, la madre morta anni prima. Il ritorno alla casa del mare apre la diga del passato e Gloria nuota controcorrente per riprendersi la sua vita. Il segreto dal quale l’hanno difesa i suoi genitori sarà la molla per affrontare una nuova vita.

Il libro di Melissa Turchi accompagna per mano attraverso i pensieri di Gloria e di un io narrante del passato che spiega i silenzi che in tanti anni hanno avvolto la casa bianca di Teresa.

Una scrittura raffinata e dolce che, in questo momento di confusione, regala calma all’anima del lettore.

Un esordio al quale spero seguiranno altri romanzi. Presto.

Buona lettura

La casa di Teresa

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Libri: Le balene mangiano da sole di Rosario Pellecchia

Le Balene mangiano da sole di Rosario Pellecchia

Leggendo l’ultimo lavoro di Rosario Pellecchia, mi sono accadute tre cose che normalmente non succedono quando leggo un  libro:

  • FAME è la prima;
  • Voglia di MUSICA e voglia di PEDALARE è la seconda;
  • Abbinare il libro a degli ELETTRODOMESTICI è la terza.

Tutti i capitoli sono abbinati ad un piatto e con essi Genny, il protagonista, si relaziona, guarda le persone e consegnando proprio le varie pietanze (fa il rider) si avvicina quanto può agli altri. Quanto può non è tanto, Gennaro ha una ferita che gli attraverso il cuore. Napoli e Milano sono lì nei piatti ed insieme al calcio colorano il libro.

Genny pedala incessantemente in bici e ascolta musica, le due grandi coprotagoniste del libro. I consigli musicali di Genny e dei suoi amici sono tutti da seguire. Sulla bicicletta resto del parere che è il più grande mezzo di trasporto e comunicazione che esista e il libro ne è un ulteriore prova.

Ed, infine, una cosa STRANA, mentre leggevo pensavo al frigo, alla lavatrice, al forno, alla lavastoviglie, insomma mi venivano in mente tutte quelle cose che ci circondano e che ci hanno migliorato la vita senza quasi che ce ne accorgessimo, quelle cose che ci hanno regalato una vita leggera e che, spesso, diamo per scontate. Immaginate cosa sarebbero le nostre giornate senza lavatrice, trapano o auto? Ecco, si vive uguale ma con quanta più fatica!
Poi ho legato questo pensiero al libro.
Il libro è l’elogio delle piccole cose che ci circondano e che migliorano le giornate: i piccoli gesti di gentilezza, i sorrisi gratuiti, una pacca sulla spalla (quando si poteva), certi silenzi e certi sguardi di comprensione. Un’amicizia, un atto di fiducia, uno specchio d’amore dove riflettersi. Cose quotidiane che non fanno sommossa, ma che danno senso e che mi hanno ricordato che le “rivoluzioni gentili” sono le uniche che vale la pensa di portare avanti.
La storia non la racconto, leggete il libro e la scoprirete perchè ne vale la pena. In questo periodo di “grandi chiusure”, tangibili e metaforiche, trovare il coraggio di aprirsi è fondamentale per rinascere. Buona Lettura e Buona Rinascita a tutti noi.
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Progetto Invisibili 2021 – Libro Beati gli inquieti di Stefano Redaelli

BEATI GLI INQUIETI (NEO Edizioni) di Stefano Redaelli

Io sono una delle poche persone alle quali non piacciono le farfalle. Non so mai cosa aspettarmi da loro. Non capisco se le ali decorate, i colori, la leggerezza coprano la vera natura di vermi pelosi oppure se, al contrario, la bruttezza della nascita si riscatti attraverso la bellezza che a un certo punto della vita le coglie. Insomma mi fanno paura. Mi disorientano.
Quando ho iniziato la lettura di ‘Beati gli inquieti’ mi sono imbattuta quasi subito nella “Casa delle Farfalle”, un rifugio, una casa-clinica per degenti psichiatrici, e volevo scappare. Ho pensato di abbandonare la lettura quasi subito, farfalle e pazzi insieme erano troppo in periodo di pandemia, ma dopo qualche giorno di stop ho ripreso in mano il libro.
Il protagonista con il suo raziocinio mi incuriosiva e pensavo che, se ne avessi avuto modo e se fossi stato uno studioso, anch’io avei voluto capire/studiare i matti. Le immagini del manicomio di Aversa e dei suoi ospiti sono parte della mia infanzia; mia nonna ha lavorato per qualche anno come infermiera lì e in famiglia la pazzia è un gene che serpeggia tra generazioni, non potevo sottrarmi alla lettura.

A fatica sono andata avanti, le farfalle che abitano la “Casa” hanno dispiegato le loro ali e la bellezza si è fusa con la bruttezza. Ho continuato a pensare che i protagonisti, i matti, mi piacevano e mi respingevano allo stesso momento. Come si fa ad entrare in sintonia d’altronde con loro? E se lo avessi fatto sarei stata matta anch’io?
Il protagonista continua il suo studio travolto dalla poesia degli amici con i quali passa le giornate ed inizia a perdere la cognizione del tempo. Mai avvicinarsi troppo al fuoco, ci si può bruciare, mi dicevo.
Poi, il ritmo ha accelerato il passo, e il libro mi ha sconvolto.
Un inatteso cambio di paradigma travolge il protagonista e il lettore. Il finale quasi giallo apre gli occhi su un mondo a rovescio. Il teatro, la rappresentazione del Piccolo Principe, la matematica con i suoi assunti da dimostrare …
Ma a pensarci bene tutto era chiaro sin dalle prime pagine, sin dalle prime righe.

Chapeau alla maestria dell’autore che ha saputo, con tocco finissimo, accompagnare  il lettore attraverso sentieri illuminati (la nostra vita) che percorriamo e che spesso non comprendiamo. Guadare chi vive con la ragione spostata su un altro punto di vista, chi trova rifugio nei versi e nei sogni, chi potrebbe rivoluzionare il mondo solo con l’ammaginazione è un dono inaspettato che mi è arrivato dalla lettura e che spero colga tutti coloro che vorranno leggerlo.
D’altronde ogni persona ha una sua personale pazzia che coltiva nella presunta normalità nella quale vive. Chi di pazzie non ne ha, matto lo deve essere per davvero.
BEATI GLI INQUIETI è candidato ai Premi Strega e Campiello e gli auguro ancora tanto cammino.

Copertina BEATI GLI INQUIETI - Stefano Redaelli - Neo Edizioni_low (002)

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Progetto Invisibili 2021 – Libro: La lettrice di Čechov di Giulia Corsalini

Progetto Invisibili 2021 –

La lettrice di Čechov di Giulia Corsalini

La voce narrante di questo libro è quella di una badante ucraina di una quarantina d’anni che lascia una figlia e un marito malato per lavorare a Macerata dove accudisce un’anziana sola. Il conflitto che vive per essere un po’ di qua e un po’ di là è un discorso intimo che non diventa mai rabbia, è consapevolezza di un limite: quello dell’età, quello delle possibilità d’amore, quello della classe sociale, quello della capacità di insegnare, quello di non riuscire più a parlare con la propia figlia.
Non dico molto altro, non sarei capace di ripetere con la stessa delicatezza e lo stesso garbo utilizzato da Giulia Corsalini qualcosa in più su Nina, la protagonista.
Ho trovato questo libro spledidamente intimista, a tratti mi sono persino sentita in imbarazzo per quanto l’autrice sia riuscita a ridare l’immagine dei pensieri di Nina con una limpidezza cristallina.

Ho amato questo libro e il quasi colpo di scena finale è emozionante.

Non c’è un bacio, nè una scena qualsiasi che lontanamente assomigli a qualcosa di erotico, eppure non leggevo righe così profonde, segrete, inconfessabili da molto tempo. Un libro intenso che consiglio a chiunque voglia vedere aspetti della vita di persone che vivono molto vicino a noi e che nella maggior parte delle volte sono fuori dalla portata dei nostri occhi.
NIna è l’invisibile per eccellenza e merita di essere la prima protagonista del Progetto 2021.
Grazie alla libraia di Libreria Virginia e co. di Monza che mi ha consgiliato questa bellissimo libro.

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Libri: Resto qui di Marco Balzano

Resto qui è un libro bellissimo. Da leggere.

Per quella mia fissazione, credo un po’ snob, di non leggere subito i libri che ancora prima di uscire sono già annunciati dalle case editrici ai quattro venti come i capolavori del secolo, avevo messo da parte Marco Balzano e il suo “Resto qui”. In attesa di tempi migliori cioè quando il clamore si calma e la lettura diventa meno mediata, mi ero poi dimenticata di lui, il libro. Poi a Natale, per fortuna, l’ho ricevuto in regalo. Era lì in libreria che mi chiamava e domenica l’ho aperto.
AMORE a prima vista!
Non l’ho potuto lasciare fintanto che non è finito. Il primo motivo è nella forma, è scritto benissimo. E insisto su questo punto, è scritto meravigliosamente bene. Beato Balzano che ha questo magnifico dono. Il secondo motivo è perchè avvicina una storia poco conosciuta dell’Italia fascista e postfascista che è quella dell’Alto Adige. Vale la pena partire da qua e poi, per chi vorrà, appronfondire perchè di quella storia di cancellazione di un’indentità e di ostinazione pervicace di un popolo a resistere contro i corsi e ricorsi della storia c’è ancora molto da dire e da conoscere. Su questo argomento anche Lilly Gruber ha scritto alcuni libri interessanti, ma di tagli diverso.
In RESTO QUI la voce narrante di TRINA, la protagonista, è forte e intimista. La storia della sua famiglia si muove attraverso il periodo del fascismo e della seconda guerra mondiale e con lei possiamo ripercorrere i sentieri di montagna e la vita dei masi e sopratutto rivedere il paese di Curon che sul finire della guerra sarà allagato da un’inutile diga costruita a monte del fuime che accarrezza la valle. L’immagine del campanile sulla copertina che riproduce il paese ormai sommerso è conosciuta e oggi Curon è metà di turismo immemore. Ma il libro ci riporta in un’altra dimensione, quella che si cela dietro ogni guerra, ogni rivolta o ogni sconvolgimento dei territori, la dimensione umana. Quella delle famiglie distrutte, delle vite separate, delle perdite insensate. Tutto questo vive TRINA ed è una voce talmente chiara e limpida che insieme  a lei possiamo sentire e vivere il dolore e la forza che la scuotono.
Solo un piccolo appunto che imputo alla giovane età dello scrittore: alla fine la storia di Trina è interrotta, ci sono dei fili che non si riannodano e restano sospesi. Una donna così risoluta è poco probabile che si fermi, specie quando può muoversi alla ricerca della figlia. L’autore mi è parso sul finale frettoloso o meglio concentrato sulle motivazioni che l’avevano portato a scegliere quel luogo per raccontare la sua storia e un po’ perso sulla sua Trina che fino alla penultima pagina è stata descritta meticolamente bene. Però è davvero solo un appunto.
Io resto qui è un libro da leggere assolutamente.

 

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Libro: La bruttina stagionata di Carmen Covito

La bruttina stagionata – 1992

Questo libro è uscito nel 1992 ed ha avuto un riscontro di pubblico notevole sin da subito. E’ arrivato a mie mani qualche anno dopo, grazie all’edizione economica Mondadori,nella versione che potete vedere nella foto.
Credevo parlasse della solita donna non particolarmente bella che un po’ si piange addosso, un po’ cerca di trovare marito, un po’ veleggia per l’indipendenza e invece ad attendermi trovai sulla soglia delle prime pagine Marilina e tutto cambiò.
L’ho amato alla fine degli anni Novanta, era una vera liberazione poter leggere di una quarantenne a suo modo risolta che, senza stare troppo a rimuginare sul suo aspetto, vive e porta avanti le sue passioni. Non se ne loda, nè si lamenta. Con una sana autoironia che spesso è il vero gemello della felicità va avanti e sulla sua strada trova o cerca uomini di varie gradazioni ( sociali, culturali, economiche e chi più ne ha, più ne metta).
Non pensa mai di sposarsi, cosa non scontata per il 1992, ma come può se la gode. Insieme a Marilina, in questa Milano da bere, quasi già tutta scolata perchè sta per arrivare Mani Pulite, possiamo conoscere un modo diverso di essere e alla fine anche molto piacevole perchè una persona che ci corrisponde, prima o poi, la si trova anche quando non la si cerca. Anche contro qualsiasi previsione in un mondo dove le bruttine stagionate sono pure invisibilità.

2020 – Altro anno significativo e rileggo il libro, scelto nel M Arte Sana Book Club e la Marilina che mi aveva illuminato vent’anni fa mi ha rischiarato ancora la mente.
Se guardiamo alla libertà di espressione, a quanto una donna possa dire liberamente di sè, quanto possa esprimere di quello che prova e di quello che vuole, fosse anche farsi esclusivamente una bella scopata con uno che conosce poco e che nemmeno si ha voglia poi tanto di approfondire,  è ancora oggi un tabù.
Ho letto centinaia di libri dopo la prima lettura della “Bruttina stagionata” e non ho trovato da altre parti, in altre righe una tale disponibilità e chiarezza di intenti, una tale spudoratezza.
Attenzione non sto parlando delle varie “sfumature di grigio” che sono un passatempo, parlo proprio della libertà di ciascuna di noi, bruttine stagionate odierne, di chiamare i nostri desideri con il loro giusto nome. Senza vergogna, senza pudori, veri o falsi, senza che qualche arcaico e viscerale senso di colpa ci faccia sentire poco perbene, senza che qualcuno ( maschi) ci incolpino di essere donne poco rette, per dirla all’antica.
La morale di Marilina è ancora oggi, per me, splendidamente condivisibile e confesso che vorrei vederla ancora all’opera tra cellulari, ipad e videocamere. Abbiamo ancora tanto bisogno di qualcuno che ci indichi la via per essere libere. Abbiamo ancora tanta strada da fare per essere libere.
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Libri letti nel 2020

Titolo Autori
(Non) si può avere tutto Gheula Canarutto Nemni
A me puoi dirlo Catherine Lacey
Almarina Valeria Parrella
Amiche per la pelle Laila Wadia
Amori reali Cinzia Giorgio
Azzorre Cecilia Giampaoli
Baci da Polignano Luca Bianchini
Chiacchiere Di Paese Rosa Russo
Confidenza Domenico Starnone
Difetti di famiglia Jole Zanetti
Femmine Andrea Long Chu
Fino a qui tutto bene Sabrina Paravicini
Giovanissimi Alessio Forgione
Giovinette. Le calciatrici che sfidarono il duce Federica Seneghini, Marcello Giani
Gli argonauti Maggie Nelson
Ho fatto la spia Joyce Carol Oates
Ho sposato un deficiente. Dietro ogni uomo c’è sempre una donna che alza gli occhi al cielo Carla Signoris
Ho ucciso Shahrazad. Confessioni di una donna araba arrabbiata Joumana Haddad
I leoni di Sicilia. La saga dei Florio Stefania Auci
I treni della felicità Giovanni Rinaldi
I volonterosi carnefici di Hitler Daniel Jonah Goldhagen
Il bambino è il maestro. Vita di Maria Montessori Cristina De Stefano
Il cielo in gabbia Christine Leunens
Il coraggio della felicità. Il mio giro del mondo il solitaria sulle orme di Ida Pfeiffer Loredana Scaiano
Il giorno mangia la notte Silvia Bottani
Il pericolo di un’unica storia Chimamanda Ngozi Adichie
Il sale della terra Jeanine Cummins
Il tizio della tomba accanto Katarina Mazetti
Il treno dei bambini Viola Ardone
Il tuo nome sulla neve (Gnanca na busia) Marchi Clelia
Io non sono ipocondriaca Giusella De Maria
Io so perché canta l’uccello in gabbia Maya Angelou
La bambina pugile ovvero la precisione dell’amore Livia Candiani
La gelosia del milionario Cathy Williams
La gioia fa parecchio rumore Sandro Bonvissuto
La treccia Colombani Laetitia
La tregua Mario Benedetti, F. Saba Sardi
La verità negata Deborah Lipstadt
La vita accanto Mariapia Veladiano
La vita immortale di Henrietta Lacks Rebecca Skloot
Le affacciate Caterina Perali
Le nuove Eroidi Ilaria Bernardini, Caterina Bonvicini, Teresa Ciabatti, Antonella Lattanzi, Michela Murgia, Valeria Parrella, Veronica Raimo, Chiara Valerio
Nella gioia e nel dolore (I Romanzi Introvabili) Patricia Gaffney
Noi Paolo Di Stefano
Non mi vendere, mamma! / Barbara Alberti Barbara Alberti
Non per me sola Valeria Palumbo
Non superare le dosi consigliate Costanza Rizzacasa D’Orsogna
Permafrost Eva Baltasar
Preferisco i tacchetti Eleonora Goldoni
Quaderno proibito Alba De Céspedes
Tre donne Lisa Taddeo
Un amore Dino Buzzati
Uomini normali Cristina Oddone
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