Progetto Invisibili 2021- NEGRETTA Baci razzisti di Marilena Delli Umuhoza

Negretta è un libro che bisogna leggere, oggi, in Italia, tutti quelli che possono e anche quelli che non possono.

Negretta è un libro necesssario, necessario perchè abbiamo bisogno di guardare bene cosa e quanto dolore possiamo causare quando, talvolta anche senza renderesene conto, siamo razzisti.
La protagonista del romanzo si ispira alla vita dell’autrice Marilena Delli Umuhoza, italo-rwandese, che ha davvero abitato in quella provincia bergamasca nei primi anni ’90 quando l’ascesa di un nuovo partito politico, la Lega Lombarda, ha cavalcato le paure e il disagio di ampie fasce della popolazione poco aperta alle diversità e per ragioni culturali e sociali piuttosto chiusa. Il messaggio “torna a casa tua” tormenta la piccola protagonista che ovunque è la Negretta, anche tra la parentela di origine italiana che non ha mai accettato il matrimonio tra suo padre, ex missionario in Malawi e Rwanda poi ritornato allo stato laico, e sua madre, rwandese di etnia tsuti e direttrice di un collegio di suore belghe. Il rwanda conosce nell’arco del Novecento 3 diversi genocidi e la madre della protagonista scappa dal suo paese dopo che la sua intera famiglia è sterminata.

L’arrivo a Bergamo non è semplice. Il padre non trova un lavoro adeguato alle sue conoscenze, il fatto che parlasse correntemente 4 lingue, non lo favorisce. E’ discriminato in quanto ex prete. La madre è Nera e quindi è fuori da qualsiasi possibilità di lavoro, se non per attività molto umili e sottopagate. La piccola cresce così in un serio disagio economico che si accompagna a brutali episodi di razzismo che la copiscono perchè nera, perchè donna, perchè sola.

E’ duro leggerlo. Crescere sentendosi appellare quando va bene Negretta, come se fosse un affettuosità, è raggelante. L’adolescenza fa il resto ed è la parte di vita che il libro fotografa freddamente. La ragazza è il capo espiatorio di qualsiasi avvenimento accada e, anche dove ci si aspetterebbe attenzione se non proprio sostegno, trova porte sbattute in faccia. Il preside della scuola, le insegnanti sono immersi in quel clima sociale che crea barriere e non hanno nè capacità, nè voglia di aprirsi verso una ragazza che ha solo la pelle nera ma che non è meno italiana degli altri italiani.

Il libro non offre riscatto, almeno non nell’immediato. La scelta dell’autrice è stata proprio questa, dare a chi legge la chiara idea che di razzismo e di sessismo ( sulla pelle delle donne nere vale doppio) si può morire schiacciati nel dolore e nell’impossibilità di trovare vie d’uscita. Poi le alternative esistono, ma quanta vita persa? Quanta sofferenza si sarebbe potuta evitare? Quanta rabbia ha trovato sfoghi distruttivi?
Tante domande, troppe.

Leggete NEGRETTA e ricordiamoci che nel nostro paese i ragazzi di seconda generazione, terza e così via, i ragazzi afroitaliani hanno bisogno di voce, di rappresentanza, di cittadinanza, di modelli positivi.
L’autrice oggi è una fotografa, scrittrice e filmaker che va seguita. Su Radio Bullet trovate i suoi podcast : IL SALOTTO DEI NUOVI ITALIANI.

Buon ascolto e Buona Lettura

Marilena Delli Umuhoza

Marilena

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Film: The help …

THE HELP

Per chi non l’avesse ancora visto … consiglio  di vedere  “The Help” . Ne vale veramente la pena!

Bellissima ambientazione inizio anni ’60 in una piccola città del profondo sud USA – Mississippi.

Storia intensa di tante donne che si dipana leggera e ritmica ( pochi uomini in questo film! e tutti dileguanti!) tra razzismo verso i “negri” e voglia di riscatto femminile. Con la nota di sottofondo che risuona e suggerisce che  le barriere invisibili si infrangono meglio se siamo unite.

La scena più bella, quella del taglio e assaggio ( ma è più un ingozzamento) della torta al cioccolato di Minnie  … che chiunque di noi, in qualsiasi parte del mondo e del tempo sia nato, vorrebbe  far assaggiare a qualcuno che ci aggrada particolarmente  … senza dimenticare che per una donna di colore, quel gesto, poteva costare caro, molto caro.

Il coraggio, come è ben detto nel film, non è non aver paura ma battere la paura che tutti proviamo in nome dei valori che fanno sì che ci possiamo chiamare umani, a dispetto di ogni tempo e di ogni luogo.

Buona visione.

 

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